manuel borella

Appartengo a una generazione cresciuta con l’idea che l’indipendenza si conquistasse sul campo, un valore che il nostro territorio ci ha trasmesso fin da piccoli. Il mio percorso, infatti, è iniziato molto presto.
Le mie prime lezioni non sono arrivate dai banchi di scuola, ma dalle mani di mia madre, un’abile orlatrice che trasformava il suo lavoro in un gioco per insegnarmi i fondamenti della calzatura. In seguito, ho provato a seguire le orme di mio padre e mio zio nel mondo dell’edilizia, ma la cazzuola che mi avevano passato non era destinata a rimanere nelle mie mani. Ogni esperienza è stata una tappa: dalle estati in un salumificio per guadagnare i primi risparmi — un impegno che dopo gli studi mi ha visto crescere fino al ruolo di capo manutentore — fino al momento che ha definito il mio futuro.
Il 1997 ha segnato il mio destino professionale. Entrando nella mia prima agenzia di assicurazioni, non solo ho trovato la mia strada, ma ho anche conosciuto l’uomo che sarebbe diventato il mio socio, Cristiano Cemolin.
Quella che è iniziata come una seconda occupazione per entrambi, si è trasformata presto in una missione. I nostri pomeriggi cominciavano quando finiva il nostro lavoro principale: ci trovavamo in agenzia, armati solo di un elenco telefonico e di una tenacia incrollabile, dividendoci le pagine e iniziando a chiamare. Una telefonata dopo l’altra, abbiamo costruito le fondamenta della nostra clientela. È un’emozione pensare che molti dei bambini che sentivamo giocare in sottofondo durante quelle chiamate, oggi sono adulti che si affidano a noi, prendendo decisioni per conto dei loro genitori.
Quando abbiamo sentito che la macchina iniziava a ingranare, abbiamo capito che era il momento di spiccare il volo. Così, abbiamo lasciato il nido per dare vita al nostro sogno: l’Agenzia Borella e Cemolin, “l’ABC” del nostro futuro. I primi tempi sono stati una prova di resistenza: le entrate bastavano a malapena a coprire i costi e i fine settimana erano dedicati al lavoro, non al riposo. Ma quei sacrifici sono stati il terreno fertile su cui far crescere la nostra creatura. E con il tempo, quel “figlio”, nutrito di impegno e passione, ha iniziato a camminare da solo.
Sono trascorsi più di vent’anni, ma le radici di quel percorso continuano a dare forma al mio presente.

